Nella lettera indirizzata al Granduca di Toscana due mesi dopo la morte della moglie, Manzoni scrisse: «Confesso che mi pareva che dal sentimento dell’amore fosse agevole immaginare il sentimento della perdita, ma veggo ora che la sventura è una rivelazione tanto più nuova quanto più è grave e terribile». Il Granduca gli rispose più tardi «quanto ci sia di misericordia» in ciò che «il Signore comanda».
Manzoni replicò: «Il cuore mormora, quasi senza avvedersene, anche quando la ragione adora». L’amata Enrichetta Blondel, sposa di Manzoni da venticinque anni, morì nel giorno di Natale del 1833. Che cosa accadde?
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