Perché leggere la Commedia, a più di settecento anni dalla sua composizione? Il capolavoro dantesco può ancora parlare a noi uomini del terzo millennio?

La nuova edizione della Principato cerca di valorizzare la bellezza dell’avventura del viaggio di Dante nella Commedia, opera che parla non solo dell’aldilà, ma anche dell’al di qua, della vita, dell’uomo, della sua esigenza di amore, di felicità e di salvezza, e lo fa con la potenza e la capacità di comunicazione del genio proprio del poeta fiorentino.

Se tutti sono colpiti dalle parole cortesi di Francesca, dalla forza d’animo di Farinata e dal suo desiderio di «ben far», dall’ardore di conoscenza di Ulisse è perché il poeta racconta storie che testimoniano l’animo dell’uomo di ogni tempo. La Commedia ci spalanca una finestra sulla vita e sull’uomo di oggi, come del passato. Nella lettura dei versi avvertiamo una comunione universale tra noi moderni e gli antichi, tra la nostra e la loro aspirazione alla salvezza, alla felicità e all’eternità.

Perché leggere la Commedia, a più di settecento anni dalla sua composizione? Il capolavoro dantesco può ancora parlare a noi uomini del terzo millennio?

La nuova edizione della Principato cerca di valorizzare la bellezza dell’avventura del viaggio di Dante nella Commedia, opera che parla non solo dell’aldilà, ma anche dell’al di qua, della vita, dell’uomo, della sua esigenza di amore, di felicità e di salvezza, e lo fa con la potenza e la capacità di comunicazione del genio proprio del poeta fiorentino.

Se tutti sono colpiti dalle parole cortesi di Francesca, dalla forza d’animo di Farinata e dal suo desiderio di «ben far», dall’ardore di conoscenza di Ulisse è perché il poeta racconta storie che testimoniano l’animo dell’uomo di ogni tempo. La Commedia ci spalanca una finestra sulla vita e sull’uomo di oggi, come del passato. Nella lettura dei versi avvertiamo una comunione universale tra noi moderni e gli antichi, tra la nostra e la loro aspirazione alla salvezza, alla felicità e all’eternità.

Centrale nell’edizione è anche non perdere mai di vista il fine del viaggio e del capolavoro di Dante cioè quello di «allontanare gli uomini dalla condizione di miseria/peccato/infelicità e accompagnarli alla situazione di felicità/beatitudine», come il poeta scrive nella lettera a Cangrande della Scala cui dedica la terza cantica.

La scelta di proporre in modo integrale i cento canti, affiancati dalla parafrasi e da un apparato in note (distinte tra quelle di carattere storico e quelle di tipo stilistico) intende sottolineare l’importanza di proseguire nello studio della Commedia dantesca fino al quinto anno, fino al termine del viaggio, fino al Paradiso, cantica bellissima che conduce Dante nel luogo in cui il desiderio di felicità e di salvezza di ogni uomo si compie.

Nella luce di Dio tutto è ricomposto e redento. Il grido cosmico della sofferenza innocente, che così tanto ferisce e scandalizza l’uomo, finalmente è placato nell’abbraccio amorevole di un Padre che ci ha voluto salvi e, nel contempo, liberi.

Nella terza cantica Dante si cimenta nel tentativo di creare una nuova lingua che permetta di esprimere l’inesprimibile: il motivo conduttore è il sorriso di Dio, sempre presente in ogni verso, trasmesso anche attraverso la letizia dei santi e il loro ardore caritatevole.

Il Paradiso presenta grandi personaggi, affascinanti e per nulla inferiori a quelli tragici dell’Inferno, figure che hanno segnato la storia dell’Occidente e della cristianità: a titolo di esempio, San Francesco, san Domenico, san Benedetto, san Bernardo, san Tommaso, san Bonaventura da Bagnoregio, san Pietro, san Giacomo, san Giovanni. Anche nel Paradiso non manca certo l’avventura. Dante incontra difficoltà, conosce storie belle e drammatiche, deve addirittura superare tre esami per procedere nel viaggio fino a giungere alla visione di Dio.

Il testo vuole accompagnare gradualmente lo studente all’acquisizione degli strumenti di lettura di un testo poetico proponendo la rubrica Dante maestro di retorica che ha il fine di far acquisire canto dopo canto i mezzi retorici che permettano di cogliere la specificità del fatto letterario e l’abilità versificatoria di Dante.

Lo studente apprende, però, nel percorso non solo le più significative figure retoriche, ma anche generi letterari e modalità oratorie (come la tenzone, l’invettiva, la preghiera, l’orazione, ecc.) di cui si avvale Dante nel corso dell’opera.

La rubrica Altre pagine altri percorsi (o altro titolo) mostra l’universalità dei versi danteschi, mostra i grandi capolavori che hanno ispirato l’opera dantesca o le opere che successivamente (dal Trecento ad oggi) si sono ispirate alla Commedia o ancora apre una finestra su temi e immagini danteschi che ricorrono anche altrove nella letteratura.

La nuova edizione ha prestato un’attenzione particolare alla trasmissione dei contenuti in modo semplice e chiaro per tutti attraverso l’utilizzo di mappe concettuali per i canti più significativi che accompagnano l’analisi e il commento. Dodici canti selezionati tra le tre cantiche sono presentati dall’autore del testo in un breve filmato nella convinzione che la parola viva sia centrale nell’esperienza didattica.

La nuova edizione intende poi rispondere anche all’esigenza del mondo della scuola (avvertita sia dagli insegnanti che dagli studenti) di essere accompagnati nelle grandi novità che sono state introdotte negli ultimi anni nelle prove degli esami di Stato e nelle prove Invalsi che gli alunni devono sostenere in quinta.

Per questo già dalla prima cantica compaiono proposte di prima prova dell’Esame di Stato (con tipologia A, B, C) e prove Invalsi (per ogni canto commentato e sottoposto ad analisi) con il fine di valutare l’acquisizione dei contenuti e di preparare in vista delle prove del quinto anno.

La tipologia B ha anche il pregio di sottoporre agli studenti utili pagine di critica letteraria di saggisti famosi o contemporanei che facilitino la comprensione del canto. La tipologia C, invece, offre l’opportunità di far riflettere i giovani su importanti questioni attuali e pertinenti il mondo giovanile a partire dai versi danteschi, mostrando la contemporaneità e l’attualità dell’opera dantesca.

Nella luce di Dio tutto è ricomposto e redento. Il grido cosmico della sofferenza innocente, che così tanto ferisce e scandalizza l’uomo, finalmente è placato nell’abbraccio amorevole di un Padre che ci ha voluto salvi e, nel contempo, liberi.

Nella terza cantica Dante si cimenta nel tentativo di creare una nuova lingua che permetta di esprimere l’inesprimibile: il motivo conduttore è il sorriso di Dio, sempre presente in ogni verso, trasmesso anche attraverso la letizia dei santi e il loro ardore caritatevole.

Il Paradiso presenta grandi personaggi, affascinanti e per nulla inferiori a quelli tragici dell’Inferno, figure che hanno segnato la storia dell’Occidente e della cristianità: a titolo di esempio, San Francesco, san Domenico, san Benedetto, san Bernardo, san Tommaso, san Bonaventura da Bagnoregio, san Pietro, san Giacomo, san Giovanni.

Anche nel Paradiso non manca certo l’avventura. Dante incontra difficoltà, conosce storie belle e drammatiche, deve addirittura superare tre esami per procedere nel viaggio fino a giungere alla visione di Dio.

Il testo vuole accompagnare gradualmente lo studente all’acquisizione degli strumenti di lettura di un testo poetico proponendo la rubrica Dante maestro di retorica che ha il fine di far acquisire canto dopo canto i mezzi retorici che permettano di cogliere la specificità del fatto letterario e l’abilità versificatoria di Dante.

Lo studente apprende, però, nel percorso non solo le più significative figure retoriche, ma anche generi letterari e modalità oratorie (come la tenzone, l’invettiva, la preghiera, l’orazione, ecc.) di cui si avvale Dante nel corso dell’opera.

La rubrica Altre pagine altri percorsi (o altro titolo) mostra l’universalità dei versi danteschi, mostra i grandi capolavori che hanno ispirato l’opera dantesca o le opere che successivamente (dal Trecento ad oggi) si sono ispirate alla Commedia o ancora apre una finestra su temi e immagini danteschi che ricorrono anche altrove nella letteratura.

La nuova edizione ha prestato un’attenzione particolare alla trasmissione dei contenuti in modo semplice e chiaro per tutti attraverso l’utilizzo di mappe concettuali per i canti più significativi che accompagnano l’analisi e il commento. Dodici canti selezionati tra le tre cantiche sono presentati dall’autore del testo in un breve filmato nella convinzione che la parola viva sia centrale nell’esperienza didattica.

La nuova edizione intende poi rispondere anche all’esigenza del mondo della scuola (avvertita sia dagli insegnanti che dagli studenti) di essere accompagnati nelle grandi novità che sono state introdotte negli ultimi anni nelle prove degli esami di Stato e nelle prove Invalsi che gli alunni devono sostenere in quinta.

Per questo già dalla prima cantica compaiono proposte di prima prova dell’Esame di Stato (con tipologia A, B, C) e prove Invalsi (per ogni canto commentato e sottoposto ad analisi) con il fine di valutare l’acquisizione dei contenuti e di preparare in vista delle prove del quinto anno.

La tipologia B ha anche il pregio di sottoporre agli studenti utili pagine di critica letteraria di saggisti famosi o contemporanei che facilitino la comprensione del canto. La tipologia C, invece, offre l’opportunità di far riflettere i giovani su importanti questioni attuali e pertinenti il mondo giovanile a partire dai versi danteschi, mostrando la contemporaneità e l’attualità dell’opera dantesca.