Non è difficile che gli esseri umani si aggreghino e stiano insieme per una finalità. Quante volte abbiamo visto nei telegiornali masse di persone che protestano, distruggono, uccidono, cercano con la violenza di far valere i propri diritti. Allora vediamo persone che sembrano del tutto dimentiche della propria umanità, prive della ragione e abbandonate spesso all’istinto animalesco di prevalere sull’altro con la forza. Questa massa di persone esclude, divide, prevarica, arreca violenza, annienta metaforicamente o realmente.

Straordinario è, invece, partecipare ad eventi in cui l’io non si annulla nella massa, ma appartiene ad un popolo. Per me, in queste settimane, momenti estremamente significativi al riguardo sono stati il pellegrinaggio e la partecipazione al Meeting di Rimini. Lo stesso spettacolo ho visto sabato sera partecipando alla veglia di preghiera per la pace in sant’Ambrogio. Allora mi sono venute in mente le parole di Gesù: «Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato».

La vera unità non è un bene solo per il gruppo, ma per tutti, perché abbraccia anche gli estranei e li vorrebbe coinvolgere. Come i pellegrini che vorrebbero nel proprio gruppo tutti coloro che incontrano per la strada.

Straordinario è vedere un popolo che cammina, che lavora in letizia e vedere come il nostro io fiorisca in quest’unità! (pubblicato su Tempi.it del 10-9-2013)