Per lui la scuola non è solo un luogo
di trasmissione di informazioni,
ma una realtà in cui il ragazzo
può scoprire le potenzialità da
mettere al servizio di tutti. Le migliaia
di contatti che l’autore suscita
parlando di scuola, di studenti
e adolescenti nel blog sul sito
della sua testata» attestano «un
successo non scontato: le nuove
generazioni, quelle dei proverbiali
“sdraiati”, sono infatti osservate
spesso con scetticismo dagli adulti
». Su Avvenire del 30 settembre
Paolo Ferrario aggiunge che «con
insegnanti così la scuola diventa il
luogo privilegiato in cui porre con
forza la questione educativa».
Su Zenit.org il 23 settembre Maria
Gabrielli Filippi nota che «quando
l’autore prova a descrivere il significato
del processo della conoscenza,
emerge con stupore come
questo sia lo stesso meccanismo
che è a fondamento di ogni inizio
di relazione: il desiderio di scoprire
sempre l’oltre di una persona
che si ha davanti, senza stancarsi
mai». Infine, Roberto Carnero ha
segnalato il libro su Famiglia Cristiana
del 24 novembre sottolineando
come «di scuola si parli
molto, ma non sempre da parte di
persone competenti. Fighera, invece,
conosce bene l’argomento.
Il libro è frutto di confronto con
docenti, studenti, genitori, e ha il
merito di indicare un’idea “alta”
di insegnamento».