Attestano: «Fummo subito in Paradiso. Siamo entrati attraverso una porta. La Madonna l’ha aperta e san Pietro ci aspettava. Non è molto alto, ma è robusto, ha la barba e tiene una chiave con sé». Uno spazio immenso, un grandissimo prato, tanta luce e un’immensa felicità che risplende sul volto lieto di persone che indossavano abiti rossi, gialli e grigi. C’erano angeli come bambini. Almeno quelli che hanno visto loro. «Angeli bambini con le alucce e delle tuniche corte a differenza degli altri». Tutti camminavano, cantavano, pregavano felici. Jakov e Vicka raccontano di essersi sentiti come a casa loro, provavano una gioia immensa nel cuore, forse ancora più forte di quella che percepivano quando vedevano la Madonna. Le parole non bastano a Vicka e a Jakov. A distanza di anni, quando ne parlano,il loro sguardo, la voce, la loro gestualità trasmettono una pace e una gioia uniche. Chi li ascolta (io ne sono testimone) ha la certezza che stanno raccontando un’esperienza davvero vissuta.Dopo aver mostrato loro il Paradiso, la Madonna li porta anche in Purgatorio e all’Inferno. «Nell’Inferno ogni margine esterno è lambito dal fuoco. Prima di tutto abbiamo visto un grande fuoco, racconta ancora a mezza voce Jakov, faceva caldo: le fiamme si spingevano vicino a loro. Poi abbiamo visto tutta quella gente che vi entrava dentro. Erano persone normali, si inserisce Vicka, alcune di straordinaria bellezza, che una volta precipitate nel fuoco ne fuoriuscivano come animali orribili e sconosciuti, con le corna anche, e la coda. Quante bestemmie, quante urla, e che grida intorno: qui nessuno chiede, perché  nessuno vuole preghiere. Jakov ha avuto paura e quasi non ha guardato… Dell’Inferno non parla mai volentieri. Ma la Madonna ha voluto che anche questa volta prestasse attenzione alla sua spiegazione: «Chi si trova nell’Inferno ha scelto di venirci di sua volontà. Sono persone che sulla terra sono deliberatamente andate contro Dio. Lì è già iniziato il loro Inferno» […]. Commenta Vicka: «La Madonna ha voluto rassicurarci: nell’Inferno ci va proprio chi fino alla fine, senza mai un ripensamento, spende la vita in avversione a Dio, suo Padre»» (Caniato). Dopo circa venti minuti sono di ritorno a casa. Intanto la mamma di Jakov, Jaka, che non li ha più visti in casa e che ha per loro preparato la merenda, li cerca ovunque, anche a casa di Vicka, ma non li trova. Quando ritorna a casa sua, ritrova il bimbo in casa che le racconta di essere stato in Cielo.

 

Nella prima parte del libro intitolata «Il Cielo in Terra» Caniato si sofferma sulla storia delle apparizioni e sull’annuncio di Medjugorie («Chi trova Dio trova la vita e trova la pace»), sul Paradiso e sull’Inferno, sui messaggi più importanti.

Segue la seconda parte «Volti e luoghi di Medjugorie» con un’intervista dedicata a ciascuno dei sei veggenti.

Nella terza parte («Dai loro frutti li riconoscerete») si susseguono storie e interviste ai miracolati (da Diana Basile a Colleen Willard, da Silvia Buso a Dario Mineo) con le grandi opere che sono nate (ad esempio la Comunità Il cenacolo).

Infine, nell’ultima parte («Aperti al Mistero») Caniato si sofferma sulla Chiesa e sulla scienza di fronte all’avvenimento di Medjugorie. Non potevano mancare l’intervista a Padre Livio Fanzaga e la testimonianza diretta dell’autore che racconta la sua storia. Se è vero che a Medjugorie sono stati testimoniati grandi miracoli, è anche vero che il più grande di tutti è sempre la conversione del cuore. A Medjugorie Caniato ha incontrato Cristo e la Chiesa «in modo attuale, concreto, provocante» come scrive Mons. Luigi Negri nella «Prefazione». La sua vita è diventata «maturamente cristiana e la cultura degli inizi della sua esistenza è diventata visione organica della realtà; […] il suo cuore è un cuore che ama, ama gli uomini attraverso il suo lavoro, attraverso la sua testimonianza e il suo sacrificio di padre, attraverso l’impegno in questa vita sociale così spaventosamente disintegrata e disumanizzata». Quante sono le testimonianze di persone non solo guarite, ma trasformate nell’anima attraverso l’evento di Medjugorie! Il libro racconta storie straordinarie, sia miracoli di persone guarite in maniera incomprensibile, sia i frutti di carità e di spiritualità suscitati a Medjugorie. Se è vero che dai frutti si riconosce la pianta, chi si reca a Medjugorie non può non avvertire la grazia dell’eterno che è entrato nella vita dell’uomo da duemila anni, ogni giorno, da quando Verbum caro factum est, ovvero da quando «il Verbo si è fatto carne». Da allora il presente spalanca la sua finestra sull’eterno.

 

(pubblicato su Il sussidiario.net del 3-11-2013)