Scendendo nel particolare ci è piaciuta la breve ma centrata disamina del problema dei problemi del nostro tempo: l’ideologia illluminista.
Al Cap. XII del libro si centra il paradigma dell’ideologia illuminista che ha in Rosseau e Voltaire i suoi ideatori primigeni.
Quello che conta per l’ideologia illuminista è “schiacciare l’infame”, cioè il cristiano. Nei tempi successivi quando questo non ha avuto seguito da un punto di vista culturale si è passati ad un altro modo di “schiacciare l’infame”: scippargli ogni buona idea (l’illuminismo ruba ogni cosa buona del Vangelo dissacrandola ed immanentizzandola e, come dice l’autore, “affrancandosi dal Mistero”) e farlo passare come sub-cultura con l’uso della prepotenza economica, mediatica e del “refrain” ripetitivo.
Il cristianesimo è medioevo, è oscurantismo, questo è il ritornello, il refrain usato dall’intollerante illuminista che ha le sue radici più intime nel razzismo e nella prepotenza dell’uomo che basta a se stesso e che si salva da sé.
Il lavoro titanico di Papa Benedetto XVI è quello di ritrovare (e rifondare) un nuovo umanesimo. Nell’ultima parte del libro questo viene ben tracciato.

Un testo, questo di Fighera, ottimo per catechisti ed educatori; genitori e sacerdoti…
e perché no, anche per docenti desiderosi della buona battaglia per la vera tolleranza e per il bene dell’uomo.
La gloria di Dio, infatti, è l’uomo vivente; cioè reale, autentico, presente; presente allo stupore della grazia e al tempo del mondo.