Chiunque si avventuri per la prima volta nella lettura del romanzo non può che rimanere colpito dal fatto che un romanzo che incarna pienamente la fede del Manzoni riservi poco spazio alle chiese mentre ne dedica tanto alle osterie. Si stampano nella mente di tutti quella del paese dei due giovani fidanzati in cui Renzo dà appuntamento a Tonio e a Gervaso per organizzare il matrimonio di sorpresa, quella di Milano in cui il giovane si ferma a mangiare e a dormire la sera del tumulto di san Martino, quella di Gorgonzola in cui Renzo si rifocilla per poco tempo, il 12 novembre, prima di fuggire verso l’Adda.

È sempre Renzo a trovarsi nell’osteria, verso sera, dopo il tramonto e al termine di una giornata particolarmente movimentata e drammatica. Lucia non vi compare mai. Gli abitatori di quelle taverne sono scaltri, furbi, ingannatori, sanno parlare o tacere quando è opportuno, osservano e pongono domande per raggiungere l’obiettivo prefissato.