Radio Maria 25 gennaio ore 10:30.

PERICOLO DI MORTE PER RENZO A MILANO

Renzo farebbe di tutto per Lucia, perfino rischiare la vita, come sta facendo ora ritornando in una città dove è ricercato e grava sul suo capo una condanna a morte. È la seconda discesa di Renzo a Milano, drammatica tanto quanto quella di quasi due anni prima nel novembre 1628.

Il giovane sembra aver imparato dall’esperienza. Non cerca più un’osteria ove dormire. Trova un giaciglio in un cascinotto. Chiede due pani ad un fornaio nei pressi di Monza «per non rimanere sprovvisto, in ogni caso».

Arrivato in prossimità delle mura della città, chiusa ai forestieri per la peste, Renzo cerca il modo di entrarvi, ove la sorveglianza è più allentata. Lo spettacolo di Milano è terrificante: silenzio, desolazione, fumo che sale verso il cielo. Renzo entra in città per Porta Nuova. Incontra un cittadino e si leva il cappello, «da quel montanaro rispettoso» qual è.

Credendolo un untore, il milanese lo allontana con un bastone. Renzo è poi chiamato da una donna segregata in casa con i figli. Un prete gli indica la strada per il palazzo di don Ferrante. Il giovane assiste poi ad una scena straziante: una madre ha in braccio una figlia, appena spirata, di nome Cecilia, e la depone con delicatezza sul carro dei monatti. Chiede loro, poi, di ripassare verso sera per prendere anche lei e l’altra figlia minore.

Di fronte al dolore e al mistero del male, a Renzo non rimane altro che rivolgersi a Dio e pregare. Il giovane arriva finalmente al palazzo di don Ferrante, ove apprende da una domestica che Lucia è al lazzaretto.

Renzo corre ancora il rischio di perdere la vita, perché una vecchia lo scambia per un untore e la folla lo insegue. Solo salendo sul carro dei monatti il giovane si salva.