Tipicamente medievale, invece, è l’edificio eretto da Raimondo di Poggio e Rainaldo d’Atri, sul luogo di una precedente chiesa romanica, tra il 1260 e i primi anni del secolo successivo. La facciata, in pietra d’Istria come tutto il rivestimento esterno, oggi delimitata da un coronamento lineare, era un tempo cuspidata secondo lo stile gotico. Sulla sua monumentale superficie si inserisce uno splendido portale sormontato da un grande rosone. Il primo dei tre portoni del lato destro è una Porta Santa, eccezionale privilegio concesso a solo sette chiese nel mondo, solennemente aperta ogni anno in occasione della festività dell’Assunzione. Sul lato opposto, nel 1264, si diede inizio alla costruzione del campanile, concluso solo nel Cinquecento da un architetto lombardo che sovrappose alla struttura di base un ottagono cuspidato.

Le tre navate interne sono separate da colonne che conservano ancora gli originali capitelli. Oltre al ciclo del De Litio, lo spazio è davvero ricco di preziose testimonianze pittoriche di epoche diverse, dovute, per lo più, al mecenatismo dei duchi d’Atri, gli Acquaviva, e ai vescovi. Una delle più antiche è, sul fondo della navata sinistra, l’affresco dell’Incontro dei Tre Vivi e dei Tre Morti, tema caro alla letteratura per lo più di area francese, emblematica allegoria, datata alla metà del Duecento, della Vanità delle cose di questo mondo. (pubblicato su La nuova bussola quotidiana del 10-5-2014)