giovani lavoroQual è la sfida che questo tempo di crisi ci propone? Come si può affrontare in modo positivo riuscendo a trasformare le circostanze in risorsa?

Siamo chiamati a ripartire da zero, dalle fondamenta, a faticare, a conquistare gradino per gradino la meta prefissata, come gli italiani dopo la Seconda guerra mondiale che si sono prodigati per ricostruire il Paese. Ci troviamo in una situazione analoga. Del resto, i traguardi vengono davvero apprezzati quando sono l’esito di un’ardua conquista, quando sono raggiunti passo dopo passo, attraverso la durezza del viaggio. Lo stesso mistero della vita ha disposto che una madre fosse pronta ad accudire il neonato dopo nove mesi di attesa.

Forse, negli ultimi decenni il messaggio che è passato ai giovani è stato tutt’altro. Giovani e adulti erano convinti che l’iscrizione ad un’università e il pezzo di carta conseguito dessero di per sé l’accesso ad un certo ambito, garantissero l’assunzione in un certo posto di lavoro, permettessero il conseguimento di precise competenze. Magari a parole si predicavano sacrificio e responsabilità, ma nei fatti spesso i ragazzi avevano tutto già subito, senza conquistarlo, senza vedere la fatica che comportava.