martedì 21 marzo 2017

Daniela Notarbartolo

Già docente Liceo “Nicola Moreschi” di Milano e autrice di GrammaticaNuova (con Daniela Graffigna, Bulgarini)

Le competenze linguistiche e grammaticali nello studio della letteratura

Iscrizione obbligatoria c/o: Agente di zona Giunti TVP

Ezio Borghi (Nuova T4) • 339 100 4433 • info@nuovatiquattro.it

o sul sito www.giuntitvp.it/incontri

La partecipazione all’incontro è completamente gratuita e verrà rilasciato l’attestato. È previsto l’esonero dal servizio. Giunti Scuola è accreditato dal MIUR come ente formatore del personale della scuola (Prot. n. AOODPIT595 del 15 luglio 2014).

Quando si parla di innovazione dell’insegnamento, in genere si pensa alle novità legate all’introduzione delle nuove tecnologie elettroniche e informatiche (libri digitali, lavagne interattive multimediali ecc.). Ma c’è un’altra trasformazione che la nostra scuola sta vivendo, ed è forse ancora più radicale: la “didattica per competenze”, alla cui necessità siamo stati richiamati nel 2006 da una raccomandazione del Parlamento europeo «sulle competenze chiave per l’apprendimento permamente».

Il discorso sviluppato in quel documento è piuttosto articolato, ma sintetizzando al massimo possiamo dire che sono state individuate 8 competenze-chiave, trasversali alle diverse discipline: comunicare nella madrelingua, comunicare nella lingua straniera, competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia, competenza digitale, imparare a imparare, competenze sociali e civiche, spirito di iniziativa e imprenditorialità, consapevolezza ed espressione culturale.

Dopo alcuni anni serviti per assimilare ed elaborare queste richieste, ora la scuola italiana sta sperimentando varie forme per tradurle in pratica. Ma che cosa significa insegnare letteratura “per competenze”? Vuol dire – per utilizzare un efficace slogan dello studioso Simone Giusti – insegnare non più la letteratura, ma insegnare attraverso la letteratura. Si tratta, in altre parole, di superare il tradizionale approccio nozionistico, per cui la letteratura sarebbe un “contenuto” da trasmettere, per utilizzare invece il grande patrimonio letterario che possediamo al fine di innescare e sviluppare nei ragazzi più ampie abilità cognitive, culturali e civili: avvicinare gli studenti alle opere letterarie significa educarli all’incontro con l’altro da sé; insegnare loro a leggere un testo vuol dire fornire strumenti utili a decodificare la complessità del reale che li circonda; aiutarli a sviluppare risposte anche in chiave personale ed emozionale equivale a formare futuri lettori, persone culturalmente aperte e curiose.

Tuttavia i docenti di Lingua e letteratura italiana nella scuola secondaria di secondo grado si pongono oggi una domanda: come è possibile impostare una didattica per competenze all’interno di una struttura dell’insegnamento che, soprattutto nel secondo biennio e nell’ultimo anno, è di tipo sostanzialmente storico-letterario? Tale, del resto, è la scansione degli argomenti prospettata e raccomandata dalle stesse «Indicazioni nazionali riguardanti gli obiettivi specifici di apprendimento» del 2010.

Dall’imporsi di questa questione – cruciale sul piano sia teorico sia pratico – è nata l’idea di un corso di formazione e di aggiornamento indirizzato ai docenti di Lettere della scuola secondaria di secondo grado, che consisterà in 5 incontri di 2 ore ciascuno con studiosi ed esperti della materia.