altSanto Spirito, la chiesa più antica di Caltanissetta era in origine una fortezza che gli Arabi avevano eretto intorno al 900 d.C. Si deve ai Normanni, che ricristianizzarono l’isola, la successiva trasformazione della sua destinazione d’uso per volontà del Conte Ruggero e della moglie Adelasia. Di certa c’è la data di consacrazione, 1153, riportata in una lapide commemorativa posta sopra un pilastro dell’abside; quella della fondazione, non altrettanto sicura, può essere fatta risalire alla metà, circa, del secolo precedente. Dal 1178 si sa che l’abbazia venne affidata ai canonici regolari agostiniani, cui si sostituirono, nel corso del Settecento, i padri cappuccini fino a che il Santo Spirito divenne la prima parrocchia nissena. 

La sua struttura è molto semplice e, nonostante l’espansione del tessuto urbano circostante, mantiene l’aspetto della chiesetta di campagna immersa nel verde. Il corpo dell’edificio, in pietra da taglio tufacea, è un parallelepipedo sormontato da un tetto a capanna, cui si addossano i semicilindri delle absidi, scanditi da lesene, e accanto cui si innalza lo squadrato volume del campanile, restaurato in epoca recente. L’interno è a una sola navata e conserva notevoli manufatti artistici. Nella lunetta del portale è stata collocata la copia del Cristo Benedicente del XV secolo, ora spostata dentro la chiesa. L’immagine si ripete, in dimensioni maggiori, nel catino dell’abside maggiore, ridipinta nel 1964 dal pittore catanese Archimede Cirinnà.