Le carmelitane hanno diffuso la foto del biglietto con il quale chiedeva un funerale di preghiera e di festa. E soprattutto quella foto, di lei intubata, con i capelli raccolti da un velo bianco e quel sorriso di abbandono fiducioso ad un Dio che in quel momento è si è manifestato consolatore nel suo volto. Cecilia Maria si era preparata così all’Incontro decisivo e le foto del pietoso capezzale sono diventate immagini di canti e gioia.

Ma ciò che più di straordinario ha questa foto è la catena di devozione che ha generato nella rete.

Con numeri che fanno impallidire gli analisti del marketing digitale. Solo sul profilo di Aci Prensa la gallery con alcune delle foto scattate di Cecilia Maria sul letto d’ospedale ha ottenuto quasi un milione di visualizzazioni, 14mila “mi piace” e 20mila condivisioni. A queste vanno aggiunte tutte le condivisioni su tutti gli altri siti che via via, anche in Italia, hanno ripreso la notizia.

Un fiume di commozione, che la rete, per sua natura emotiva, è in grado di catturare e incanalare, certo a volte con sentimentalismo. Ma anche la dimostrazione che il cuore dell’uomo ha bisogno di dissetarsi con immagini che sappiamo parlare dell’incontro con Dio in maniera diretta e inconfutabile.

Nei tantissimi commenti, a migliaia, che i lettori hanno fatto si intravede un bisogno di eternità e di salvezza che la foto ha catalizzato. Una biblia pauperum moderna in cui la bacheca Facebook diventa un immenso santuario in grado di raccogliere voti e preghiere, da esaudire con promessa di ex voto. Eppure di questa suora non conosciamo alcuno scritto, non sappiamo come vivesse nel Carmelo né quali fossero i suoi gusti. Non sappiamo neanche il suo cognome. Sappiamo solo come è morta e questo basta al cuore dell’uomo per accordarsi armoniosamente con il destino ultimo.

C’è Ana Veronica che chiede a Cecilia Maria di intercedere per i suoi problemi al colon e alla tiroide e per la salute della madre. E c’è Carolina che chiede aiuto per il figlio che è in crisi. Maria Flores mentre la chiama hermanita linda la considera già santa: “Con questa foto la mia anima ha ancora più fame e sete di Dio”, mentre la signora Lopez chiede preghiere per il marito Humberto. Lidia la proclama protettrice dei malati di tumore.

E ancora: Idalia, Laura, Ricardo, Maurilia, Gisela, Patricia…una litania infinita di nomi, che si sono radunati improvvisamente sulle bacheche come ai piedi di un altare. Tutti a chiedere grazie, tutti a chiedere preghiere. Senza conoscere nulla di lei. Perché in fondo nulla bisogna conoscere di fronte a chi affronta la morte con fede cristiana. Per il popolo di Facebook Cecilia Maria è già santa. E se mai la Chiesa un giorno dovesse aprire per lei una causa di canonizzazione avrebbe una positio già scritta con la fama di santità, che pure è uno dei criteri indispensabili per gli altari, a portata di clic.

In fondo in un mondo, quello dei social, dove tutto è virtuale, quel sorriso che parla di Dio è riuscito a trasformare anche il non luogo per eccellenza, dove spesso l’uomo si dà appuntamento per dare sfogo agli istinti. Rendendo sicuramente più umana una bacheca e più vero il profilo di ognuno di noi. Il post di Dio, all’improvviso. (La Nuova Bussola quotidiana dell’1-6-2016)