Periferica rispetto all’antico centro di Como, in epoca romana e più tardi medievale, era l’area dove sorge l’attuale Cattedrale che nel IX secolo ereditò questo ruolo rispettivamente da S. Abbondio, fuori le mura, e da S. Eufemia, ora S. Fedele. La città, infatti, desiderava che il suo Duomo fosse consacrato a Maria decidendo, così, di trasferire la cattedra episcopale in una chiesa intitolata alla Vergine, costruita ex novo a partire dal 1396. Il lavori iniziarono dalla facciata, a salienti spezzati, tripartita da lesene, coronate da guglie, che lasciano intuire la suddivisione dello spazio interno. Il grande ed imponente prospetto vive del dialogo tra le ampie superfici di marmo liscio e le preziose sculture in esse inserite. Il programma iconografico procede, dal basso verso l’alto, con l’umanità rappresentata dai due tondi con Adamo ed Eva e prosegue con il tema dell’Incarnazione sviluppato nelle lunette dei tre portali. Sopra quello maggiore la Vergine è al centro della teoria dei SS Patroni della città, collocati in nicchie gotiche cuspidate, sormontate dalla figura di un fanciullo che rappresenta lo Spirito Santo. Nella zona superiore, oltre il rosone centrale, tre edicole ospitano la figura di Dio affiancato da Maria e dall’Arcangelo Gabriele: culmine e apice dell’intera decorazione è, infine, la Resurrezione.