Le parti più antiche della chiesa, che corrispondono al transetto, alle basi delle absidi semicircolari e alla cupola, risalgono alla fine dell’VIII secolo. L’attuale aspetto è il frutto di numerosi rifacimenti, i più imponenti dei quali si susseguirono tra la fine del Quattrocento e il corso del secolo successivo, quando fu costruita la nuova facciata, in seguito alla demolizione di quella precedente. Impostata su un solo ordine architettonico, in blocchi di travertino, scandita da quattro lesene corinzie, è sormontata da balaustra e da due torri di cui quella a destra, cuspidata, è decisamente più elevata.

 

L’interno, dal gusto romanico-gotico, ha pianta a croce latina e tre navate sulle quali si aprono diverse cappelle. Il quella del SS. Sacramento si custodisce una delle opere prerinascimentali di oreficeria più importanti delle Marche: il paliotto d’argento, di attribuzione incerta, le cui preziose formelle raccontano la vita di Gesù. La pala d’altare, infine, è il celeberrimo Polittico di Sant’Emidio di Carlo Crivelli (1492): racchiuse da una sfarzosa cornice le figure della Vergine in trono e del Suo Bambino, circondate da Santi e sovrastate da una Pietà, si stagliano, in tre registri, su uno sfavillante fondo d’oro.

Accanto alla Cattedrale si erge il Battistero di San Giovanni, semplice ed essenziale struttura romanica. Il suo quadrato di base, simbolicamente rappresentante i quattro elementi, i quattro punti cardinali, le quattro stagioni, e il suo sviluppo ottagonale, significante la resurrezione, ne fanno un’ icona architettonica dell’iniziazione cristiana. (pubblicata su La nuova bussola quotidiana del 1-3-2014)