altLe pendici della Rocca di Monselice, in provincia di Padova, sono il punto di partenza di una via sacra davvero suggestiva ed unica nel suo genere. Tutto ebbe inizio intorno all’anno 1590 quando i Duodo, nobile e facoltosa famiglia veneziana, commissionarono all’architetto vicentino Vincenzo Scamozzi l’erezione della nuova chiesa di San Giorgio accanto alla loro residenza patrizia sopra il monte di Monselice. 

Qualche lustro più tardi gli stessi Duodo ottennero da Paolo V la facoltà di erigere, accanto alla chiesa, altre sei cappelle cui il Pontefice concesse lo stesso privilegio – l’indulgenza plenaria – accordato ai pellegrini delle Sette Chiese di Roma seguaci della pratica religiosa avviata nella seconda metà del XVI secolo da San Filippo Neri. Nel 1615 l’intero santuario risulta completato. 

Romanis Basilicis Pares è la scritta che campeggia sopra l’arco, detto Porta Santa o Porta Romana, che si attraversa per intraprendere il cammino devozionale. Lungo l’itinerario si incontrano le sei cappelle, di forma e planimetria diverse, per ciascuna delle quali Jacopo Palma il Giovane realizzò, entro il 1615, una pala d’altare con i titolari delle basiliche romane che i fedeli visitavano durante il Giubileo. La prima chiesetta rappresenta Santa Maria Maggiore e il dipinto del Palma ritrae l’Assunzione di Maria, secondo i modi tipici del manierismo veneto, con un avvitamento della figura che conferisce movimento alla scena.