Risultati immagini per L’abbazia di Santa Maria in Silvis, in quel di Sesto al Reghena, è una delle otto chiese giubilari della diocesi di Concordia-Pordenone. La sua storia, antichissima, ebbe inizio nella prima metà dell’VIII secolo, quando la comunità benedettina divenne il cuore del piccolo borgo sorto, negli ultimi tempi dell’impero romano, all’altezza della VI pietra miliare dalla fiorente colonia Julia Concordia Sagittaria.

A tre nobili fratelli longobardi si deve, nel 735, la posa della prima pietra: Anto, Erfo e Marco, avevano deciso, infatti, di utilizzare tutti i loro averi e le proprie ricchezze per la costruzione del monastero. L’abbazia fu destinata, fin da subito, ad acquisire negli anni un potere sempre più forte che neanche la distruzione per mano ungara, nel 899, riuscì a vanificare. Piuttosto, l’invasione straniera fu occasione di rinascita per l’intero complesso, in quella circostanza fortificato, come ancora oggi si può ammirare.

Delle sette torri inserite nella cortina muraria difensiva resta solo quella d‘ingresso, detta “del ponte levatoio”, o Grimani dal nome degli abati che la restaurarono nelle forme attuali. Oltrepassandola, il fedele è accolto in un ampio cortile su cui si affacciano gli edifici principali, ovvero l’antica cancelleria, la residenza abbaziale, divenuta poi sede comunale, e la vecchia torre di vedetta, trasformata in campanile.