La facciata con quattro ordini di gallerie sovrapposte e praticabili conferisce all’edificio, nell’insieme imponente e monumentale, un forte effetto luministico. L’interno, in marmi bianchi e neri, è a croce latina con ampio transetto e cinque navate suddivise tra loro da colonne monolitiche di marmo grigio con capitelli di ordine corinzio. Quella centrale è coperta da soffitto seicentesco a cassettoni dorati mentre quelle laterali sono sormontate da matronei. Miracolosamente sopravvissuto alle fiamme del 1595 è il mosaico del catino absidale con Cristo tra la Vergine e San Giovanni. L’Evangelista è l’unica opera documentata di Cimabue che la realizzò nel 1302, poco prima di morire. Scampò al fatidico incendio anche il capolavoro di Giovanni Pisano, il poligonale pergamo trecentesco che con la sua articolata narrazione scultorea diede voce al rinnovato fervore religioso dell’epoca. Le formelle, per la prima volta ricurve, raccontano la vita di Cristo riempiendo completamente lo spazio con un inedito senso del movimento. 

Una curiosità: si dice che l’anfora sulla colonnina a destra dell’abside sia quella con cui Gesù trasformò l’acqua in vino in occasione delle Nozze di Cana. Nella Cattedrale Metropolitana Primaziale di Santa Maria Assunta si conservano le reliquie di San Ranieri, patrono della città di Pisa. (pubblicato su La nuova bussola quotidiana del 23-8-2014)