L’interno è un armonioso ambiente a croce latina, con un profondo presbiterio sopraelevato sulla cripta, intitolata alla Santa Croce. Un tiburio ottagonale e una cupola coperta a piombo si elevano rispettivamente all’altezza della terza campata e della crociera. Le tre navate, suddivise da pilastri e affiancate da cappelle, si concludono con altrettante absidi. 

Sul fondo del braccio destro del transetto, sopra un altare barocco, è custodita una venerata immagine mariana, incorniciata da un prezioso supporto ligneo intagliato e dorato. Si tratta di una Madonna col Bambino in fasce che la tradizione attribuiva a San Luca e che Francesco Petrarca, già canonico del Duomo patavino, riteneva di mano giottesca. L’icona bizantineggiante fu, invece, quasi sicuramente, eseguita da artisti diversi e rimasti ignoti, almeno fino ad ora.

Nella Sacrestia dei Canonici si conservano due tele di Giandomenico Tiepolo, l’una con San Filippo Neri, l’altra con San Gerolamo Emiliani, e una Madonna cot Bambino di Giusto de’Menabuoi, autore dei celeberrimi affreschi dell’adiacente Battistero. Commissionato da Francesco da Carrara il Vecchio e dalla sua consorte, il ciclo di Giusto è tra quelli meglio conservati del Trecento. La decorazione a fresco interessa tutto l’ambiente che probabilmente esisteva già nel XII secolo ma fu consacrato solo nel 1281. Il grande e solenne Paradiso della cupola, popolato da angeli e santi, ruota attorno alla figura del Cristo Pantocratore e della Madre di Dio, mentre storie della Genesi si dipanano lungo il tamburo, sopra gli episodi delle pareti tratti dalla Vita di Gesù, Maria e San Giovanni Battista, titolare dell’edificio battesimale. 

Il Duomo di Padova ha titolo e dignità di basilica minore. (pubblicato su la Nuova bussola quotidiana del 12-11-206)