La Messapia è, per definizione, terra tra due mari e corrisponde all’attuale territorio della Murgia meridionale e del Salento. Un villaggio messapico sorgeva un tempo (VIII sec. a C.) dove oggi si innalza la Cattedrale di Otranto che prese il posto di un tempio paleocristiano, a sua volta preceduto da una domus romana. Consacrata nel 1088, la chiesa venne in gran parte modificata dopo l’occupazione dei Turchi del 1480, che la trasformarono in moschea. A quell’epoca risale, per esempio, il grande rosone aperto sulla severa facciata, in pietra leccese e a doppio spiovente, che, con i suoi sedici raggi e i rispettivi trafori, rispecchia i canoni dell’arte gotico-araba. Più tardo, invece, è il grande portale, aggiunto nel 1674.

Un’armonica fusione di diverse correnti artistiche è anche lo spazio interno, a tre navate, suddivise da colonne di granito, e abside semicircolare. Tra il 1163 e il 1165 venne eseguito l’elemento che ha reso questo edificio sacro celebre in tutto il mondo non per le dimensioni, anche se è il più grande d’Europa, ma per il significato ancora da definire: il mosaico pavimentale, opera del monaco Presbitero Pantaleone che vi appose la propria firma sul lato inferiore.