altSantuario o hiereion o sancta sanctorum o presbiterio o area absidale centrale. Comunque la si chiami è senz’altro questa la parte più sacra del Duomo di Monreale, il cui rivestimento musivo è noto in tutto il mondo. È dalla fine del XII secolo che il Cristo benedicente, creatore di tutte le cose, regale e divino nel suo manto rosso, oro e azzurro, spalanca le sue braccia e accoglie i fedeli che accorrono per pregare nella cattedrale intitolata a Santa Maria Nuova e per ammirare lo splendore di tessere colorate citato in tutti i manuali di storia dell’arte e non solo.

Siamo nella chiesa di Guglielmo II D’Altavilla, il re buono che la stessa Vergine, in un momento di riposo durante una battuta di caccia, spronò affinché costruisse in quel punto un tempio a Lei dedicato. Correva l’anno 1174. La costruzione si protrasse sino al 1267 dando vita, dapprima, ad una chiesa annessa alla vicina abbazia benedettina divenuta, più tardi, sede della cattedra episcopale di Monreale. Per accedervi occorre varcare una porta bronzea i cui battenti vennero fusi sulla terraferma, in quel  di Pisa, per mano di Bonanno Pisano cui si deve anche la porta di san Ranieri della cattedrale toscana.