Le esequie dopo il triplice omicidioTre missionarie saveriane italiane sono state trucidate in Burundi, nel loro convento nella missione di Kamenge situato nella zona nord della capitale del paese, Bujumbura. Suor Olga Raschietti e suor Lucia Pulici sono state uccise a coltellate nel pomeriggio di domenica 7 settembre. A rinvenirne i corpi, uno dei quali sfigurato da ripetuti colpi di pietra, e a dare l’allarme è stata una loro consorella, suor Bernadetta Boggian, che poche ore dopo, nella notte tra domenica e lunedì, è stata a sua volta aggredita all’interno del convento, picchiata e decapitata.

La diocesi di Parma, in cui ha sede la Casa madre dei missionari Saveriani, aveva dapprima ipotizzato un maldestro tentativo di furto, forse messo a segno da una persona squilibrata. Ma la polizia di Bujumbura ha affermato che non risulta sia stato rubato del denaro e che le ragioni della strage non sono chiare, tanto più se si considera la brutalità con cui gli attentatori hanno infierito sulle vittime.

Pare che un uomo, forse il responsabile della prima aggressione, sia stato visto allontanarsi dal convento con un coltello in mano. Secondo la polizia incaricata delle indagini, è possibile che a uccidere la terza suora sia stato un complice nascostosi nel convento. Il portavoce della polizia della capitale, Colonnello Helmegilde Harimenshi, ha rivelato all’Afp che è già iniziato l’interrogatorio di tre uomini fermati in quanto sospetti.

Il Burundi è uno dei paesi più poveri del mondo. Qui come in altri stati dove la miseria e la scarsità di interventi statali privano gran parte della popolazione di servizi e di infrastrutture essenziali, l’attività missionaria abbina evangelizzazione e promozione umana, realizzata quest’ultima con iniziative in campo sanitario, scolastico, lavorativo e con progetti nel settore delle infrastrutture.