Quello centrale, opera di Antonio Baboccio da Piperno, datato 1412, è inserito in un ricamo di pietra tra cui compaiono scene di vita quotidiana, agreste, e storie di santi. Una preziosa cuspide sormonta la lunetta dove è posta una statua della Madonna col Bambino. 

L’aspetto dell’interno è copia fedele e pregevole di quanto è andato nei secoli perduto. Le tre navate sono separate tra loro da colonne monolitiche. Capriate lignee dipinte con motivi geometrici e figure di santi rivestono la navata centrale mentre sulle pareti delle navate laterali corrono dodici nicchie in cui si trovano altrettanti simulacri di Apostoli. L’originale complesso dell’Apostolato, ideato e realizzato da Giovanni Angelo Montorsoli, allievo di Michelangelo, tra il 1550 e il 1555, era una teoria di santi dove scultura e architettura si fondevano armonicamente. Le statue ora in loco sono tutte opere di artisti contemporanei.

Tutte e tre le absidi in cui confluiscono le rispettive navate sono riccamente decorate. Quella a sinistra è intitolata a San Placido, compatrono della città. In quella a destra si può ancora ammirare l’unico mosaico superstite, di gusto bizantino-senese, risalente al XIV secolo. Esso raffigura la Vergine tra le Sante Agata e Lucia e gli arcangeli Michele e Gabriele. Al centro del baldacchino in rame dorato che sormonta l’altare maggiore è posta l’immagine che sostituisce la distrutta icona lignea che la tradizione attribuiva a San Luca. Si tratta della Madonna della Lettera, patrona di Messina, il cui culto è legato all’opera di evangelizzazione di San Paolo in seguito alla quale molti messinesi si convertirono. 

Una loro delegazione partì per la Palestina recando con sé una lettera che consegnarono a Maria, manifestandole la devozione di tutta la città e chiedendole protezione. Maria rispose a sua volta con una missiva in lingua ebraica, riportata in Sicilia legata da una ciocca dei Suoi capelli che si venera tutti gli anni in occasione della festa del Corpus Domini. A imperitura memoria di questa straordinaria corrispondenza la scritta Vos et ipsam Civitatem benedicimus è riportata a caratteri cubitali alla base della stele della Madonnina sul braccio estremo del porto siciliano. (pubblicato su La nuova bussola quotidiana del 7-2-2015)