Altri interventi si susseguirono nei secoli. Il pavimento cosmatesco fu aggiunto a metà del 1200 mentre nel secolo seguente si inserì un transetto e si trasformò l’abside, impreziosita da mosaici di Jacopo Turriti che ancora oggi raccontano, con le loro tessere colorate, le Storie della Vergine. Il soffitto a cassettoni dorati fu voluto da Alessando VI, il Borgia, che ne affidò il progetto all’architetto Giuliano da Sangallo. Anche la pianta basilicale venne, via via, trasformandosi con l’apertura di nuove cappelle. Sisto V nel XVI secolo incaricò Domenico Fontana di erigere una cappella monumentale dedicata al SS. Sacramento; Michelangelo Buonarroti disegnò la Cappella Sforza, realizzata alla fine del medesimo secolo, e Paolo V, nel 1605, chiese a Flaminio Ponzio di eseguire una cappella di famiglia, simmetrica a quella sistina.

La facciata è un capolavoro di Ferdinando Fuga che nel 1741 sovrappose all’antico prospetto un portico a cinque fornici e una sovrastante loggia a tre arcate, proteggendo i mosaici del XIII secolo che narrano la nascita della Basilica.  Ogni sera la “sperduta”, una delle cinque campate del campanile romanico, che con i suoi 75 metri è il più alto di Roma, richiama i fedeli con il suo inconfondibile suono. (pubblicato su La nuova bussola quotidiana del 4-10-2014)