altL’ultima tappa del pellegrinaggio di Padre Filippo Neri era la Basilica di Santa Maria Maggiore dove i fedeli si recavano per inginocchiarsi di fronte all’immagine della Madonna “Salus populi romani”. L’icona, che ora si trova nella cappella Paolina o Borghese, dalla tradizione è ritenuta opera dell’evangelista Luca che su un legno di cedro di dimensioni piuttosto significative dipinse la Vergine, con il manto azzurro scuro filettato d’oro, che tiene tra le braccia il Bambino Gesù. Proprio a questa Madonna il cardinale Bergoglio si rivolse all’indomani della sua elezione al soglio pontificio.

Maria stessa indicò il luogo dove costruire la chiesa. Dopo essere apparsa in sogno a Papa Liberio, il 5 agosto 358 fece scendere fiocchi di neve sulla sommità del colle Esquilino. L’episodio miracoloso diede subito impulso ai lavori di costruzione. Di questo primitivo edificio nulla rimane. Su di esso nel 432 Sisto III ne fece erigere uno nuovo, dedicandolo al culto di Maria. A pianta basilicale a tre navate, sempre in epoca sistina fu decorato con meravigliosi mosaici veterotestamentari sotto le finestre della nave centrale, mentre l’Arco trionfale fu rivestito da episodi dell’infanzia di Gesù, alcuni dei quali tratti dai Vangeli apocrifi. Scopo ultimo del programma iconografico era l’affermazione della divinità di Cristo incarnato nella Vergine Maria, come proclamato dal recente Concilio di Efeso.