altNella veglia pasquale Papa Francesco ha battezzato dodici persone provenienti da vari Paesi del mondo, tra cui l’ambasciatore in Italia della Corea del Sud e sua moglie, che a Roma si sono convertiti al cattolicesimo. Ai nuovi battezzati e a tutti il Papa ha dedicato un’omelia che è un inno alla speranza.

Con la pietra del sepolcro di Cristo, ha detto Francesco, dovrebbe rotolare via la pietra della «mancanza di speranza che ci chiude in noi stessi». Non era affetto da questa mancanza di speranza San Pietro. «Non rimase seduto a pensare, non restò chiuso in casa come gli altri. Non si lasciò intrappolare dall’atmosfera cupa di quei giorni, né travolgere dai suoi dubbi; non si fece assorbire dai rimorsi, dalla paura e dalle chiacchiere continue che non portano a nulla. Cercò Gesù, non sé stesso. Preferì la via dell’incontro e della fiducia».

È stato «l’inizio della “risurrezione” di Pietro, la risurrezione del suo cuore». E anche noi dobbiamo aprire «i nostri sepolcri sigillati» e portare al Signore «le pietre dei rancori, i macigni del passato, i pesanti massi delle debolezze e delle cadute». Guai a chi perde la speranza. «Che il Signore ci liberi da questa terribile trappola, dall’essere cristiani senza speranza, che vivono come se il Signore non fosse risorto e il centro della vita fossero i nostri problemi».