La planimetria del Tempio è a croce greca, le cui braccia sono definite dalle quattro absidi addossate al parallelepipedo centrale, sormontate da semicupole che circondano la terrazza quadrata. Agli angoli, sugli spigoli esterni, furono poste quattro aquile che rappresentavano la potenza del comune di Todi.  Per il resto, la mole in pietra bianca proveniente dalle cave di Titignano, è scandita, all’esterno, da un semplice doppio ordine di paraste. 

Altrettanto sobrio è lo spazio interno cui si accede da tre portali, di cui quello principale, posto a sud, si trova di fronte all’altare maggiore, sormontato da una Gloria di Cherubini, dove è collocato il prezioso affresco. La leggenda vuole che quest’ultimo sia stato dipinto dal beato Giovanni di Ranuccio degli Atti il cui intento era quello di riprodurre un’immagine da cui era stato particolarmente colpito durante una visita al monastero di Santa Caterina sul Sinai. Elementi scultorei decorano i capitelli dei pilastri e i rosoni delle arcate, mentre figure di Evangelisti occupano lo spazio dei pennacchi. Nel registro inferiore, lungo le pareti delle tre absidi, si aprono dodici nicchie contenenti ciascuna il simulacro di un Apostolo. I Dodici rappresentano un richiamo alla Pentecoste, durante la quale i Discepoli si riunirono attorno a Maria guidati dallo Spirito Santo, qui a Todi raffigurato nella colomba nel lanternino della cupola. 

Le forme della chiesa sottendono una raffinata simbologia. La posizione isolata del tempio, fuori dalle mura medievali della città, rimanda alla trascendenza divina, al centro della quale il mondo sensibile è rappresentato dal parallelepipedo centrale su cui si innestano le absidi, a sua volta sormontato dalla cupola, simbolo della volta celeste. Il Tempio di Santa Maria della Consolazione fu elevato a dignità di Basilica Minore da Papa Pio XII nel 1958. (La Nuova Bussola quotidiana dell’11-6-2016)