Giovanni Battista nella tesa di Hieronymus BoschNel tempo di Avvento la figura del Battista appare sulla scena gridando l’urgenza di preparare una via. Egli grida dal deserto, secondo l’oracolo di Isaia, ma grida anche nel deserto, secondo una possibile traduzione del testo evangelico. E forse questa seconda versione ben si addice ai tempi nostri dove la vita religiosa (e il monachesimo in particolare di cui il Battista è simbolo e patrono) grida nel deserto di un mondo che del Messia non sa che farsene.

In questo Avvento, che segna l’inizio di un anno dedicato alla vita consacrata, mi piace rievocare una tela di Hieronymus Bosch. Una tela che ci offre un Battista del tutto diverso dall’iconografia tradizionale. Non l’ascetico consumatore di locuste che veste pelo di cammello, ma il filosofo “in carne”, mollemente adagiato sul terreno mentre declina le virtù di un agnello che sta davanti a lui. 

Il paesaggio è paradisiaco eppure la minaccia incombe. L’elemento che nasconde parzialmente il profeta è una pianta. La radiografia del dipinto ha dimostrato che qui Bosch aveva inizialmente collocato il donatore, in ginocchio profondamente devoto al suo patrono. Non sappiamo il perché di questo repentino cambio d’idea, sappiamo però che la sostituzione non fu casuale. Bosch, nella sua bravura e nel suo nutrito repertorio, avrebbe potuto scegliere una infinita gamma di piante e invece no: egli sceglie proprio una pianta carnivora.