L’opera, attribuita al maestro gotico Francesco Petrini, si completa con la bella lunetta in cui assistiamo ad una scena di Crocefissione, dove il Cristo a tutto tondo, affiancato  dalle sculture massicce della Vergine e San Giovanni, è incoronato con la corona del martirio e della gloria da un angelo che scende in volo dall’alto. A destra della facciata si innalza l’imponente torre campanaria, a pianta quadrata, opera di Giovanni Casalbone che vi pose mano nel 1451, conclusa solo nel 1523 con l’aggiunta della cuspide di coronamento.

L’interno della chiesa, anch’esso asimmetrico, è diviso in tre navate di cui quella centrale coperta da capriate e le laterali da volte a crociera. Le pareti, in origine, erano rivestiti da cicli di affreschi Tre e Quattrocenteschi. Di questa decorazione restano esemplari lacerti con le immagini di S. Orsola tra le compagne, S. Benedetto e S. Michele Arcangelo. Cinquecentesca è la cappella dell’Annunciazione, con omonimo e coevo affresco, poco leggibile, che si intravvede dopo avere varcato un’ elegante arcata rinascimentale. La navata sinistra accoglie una tela con l’Immacolata Concezione, attribuita al pittore barocco Francesco Solimena.

 

Nell’abside quadrata la vetrata novecentesca racconta la storia di San Pardo, titolare della chiesa insieme all’Assunta. Le reliquie del Santo Vescovo sono conservate in un’urna nella cripta sottostante. (pubblicato su La nuova bussola quotidiana del 21-6-2014)