L’imponente aspetto del complesso, illuminato da dieci monofore, gli è conferito dai pilastri, dai rispettivi arconi e dalla grande cupola. Un attento visitatore potrà cogliere anche la bellezza delle molte opere d’arte racchiuse in questo scrigno romanico, a cominciare dal sarcofago, in marmo rosso di Verona, di Berardo Maggi, vescovo e signore della città cui si attribuisce il merito di avere sedato le lotte interne tra guelfi e ghibellini. Il pregevole manufatto, dei primi del ‘300, è riccamente decorato negli spioventi del coperchio con episodi della vita di Berardo. Bonino da Campione, autorevole scultore gotico attivo alla fine del XIV secolo, è autore, inoltre, di un monumento funebre di un altro pastore della diocesi che riposa in una struttura a baldacchino, le cui cortine si aprono e lasciano intravedere la figura del metropolita in abiti pontificali.

 

La fitta decorazione ad affresco del presbiterio culmina, infine, nella pala dell’altare maggiore, con l’Assunzione della Vergine (1524-1526), olio su tela del celebre Moretto che segna definitivamente il passaggio alla maturità artistica del pittore bresciano. (pubblicato su La nuova bussola quotidiana del 22-2-2014)