Considerata la crescente diffusione della fama della Madonna dell’Arco e il conseguente aumento di fedeli pellegrini, nel 1593 fu posta la prima pietra di quello che sarebbe divenuto un ampio complesso costruito attorno all’immagine miracolosa, oggi protetta da un tempietto in marmi policromi al centro della crociera sotto la cupola. Nel 1595 il santuario venne, infatti, affidato ai Domenicani che, al suo fianco, cominciarono a erigere il loro grande convento.

All’esterno, come all’interno, l’edificio è caratterizzato dal contrasto tra il grigio della pietra vesuviana e il bianco delle pareti. Tre preziosi portali bronzei novecenteschi consentono l’accesso allo spazio sacro. La chiesa, in stile neoclassico, si presenta a navata unica, ricoperta da volta a botte lunettata. E se la controfacciata è interamente occupata da una grande tela con l’Adorazione dei Magi, le pareti sono rivestite da tavolette votive.

Nel transetto sinistro un imponente Crocefisso ligneo è inquadrato da un affresco con Maria e le pie donne ai piedi della croce. Dirimpetto, nel braccio destro, una tela spagnoleggiante raffigura la Vergine del Rosario.

Accanto al Santuario è stato inaugurato nel 2000 il Museo degli Ex voto, un variegato patrimonio che è soprattutto una testimonianza, storica e artistica, della profonda fede e della sincera venerazione del popolo nei confronti della Vergine. Ancora oggi, ogni anno, il lunedì in Albis, i fujénti, letteralmente “coloro che vanno”, particolarmente devoti alla Madonna dell’Arco, accorrono numerosi, da tutte le località campane, al Santuario per ringraziare Maria delle grazie ricevute. (La Nuova bussola quotidiana del 13-5-2017)