L’Incoronazione di Maria è la tavola centrale del polittico del Duomo di Teramo, ultima fatica del maestro Jacobello del Fiore, autorevole firma della pittura tardogotica veneziana. L’immagine del borgo turrito tra due fiumi, adottata come logo della locale università, compare sotto le figure del Cristo in trono e della Vergine, circondate nelle altre quindici formelle da santi che spiccano sul fondo oro. Si tratta di una delle opere d’arte più preziose qui custodite, pala d’altare della cappella barocca intitolata a S. Berardo, patrono della città abruzzese.

La costruzione della Cattedrale, dedicata all’Assunta, venne avviata nel 1158, di seguito alla distruzione di Teramo e della chiesa metropolitana per mano del conte Roberto di Loretello nel 1155. I lavori si conclusero nel 1176 ma da allora si verificarono numerosi interventi di restauro. Con la sua imponente mole a il campanile alto 48 mt, è da sempre imprescindibile punto di riferimento della vita, non solo religiosa, cittadina, come testimoniano i merli ghibellini, segno di potere temporale, aggiunti nella parte superiore della facciata. Quest’ultima, austera e maestosa, di forma rettangolare, è rivestita nella zona inferiore da conci di pietra e preceduta da un’ampia scalinata che si sviluppa per tutta la sua larghezza. Il frontespizio fu oggetto di significative trasformazioni in epoca tardo medievale quando venne aggiunto il bellissimo portale marmoreo, opera del maestro Diodato il cui nome si ricorda nelle tessere di mosaico smaltato dell’architrave, insieme all’anno di esecuzione, 1332. Gli archi a tutto sesto strombati sono sormontati da una cuspide gotica che conferisce slancio al poderoso impianto romanico.