Nel Cinquecento vennero aggiunte diverse cappelle sui lati. Tra queste la Cappella dei Ferri è preceduta da un bellissimo arco in pietra d’Istria, opera cinquecentesca del maestro Giacomo Bianchi. La pala d’altare di questa cappella è il dipinto considerato il capolavoro di Marco Palmezzano, allievo del celebre Melozzo da Forlì, protagonista del rinascimento forlivese. La tavola centrale, sormontata da lunetta con il Cristo Risorto, mostra i personaggi sullo sfondo di un paesaggio caratterizzato da una Gerusalemme che ha lo stesso profilo della Forlì di allora. La Vergine, rivolta verso l’apparizione del Padre Eterno in gloria tra cherubini, è affiancata da Santo Stefano, titolare del primitivo edificio, e i santi vescovi Agostino e Anselmo d’Aosta .Lo stesso Palmezzano, forse, fu autore dell’affresco rinvenuto all’inizio del Novecento sulla cupola del piccolo ambiente, che rappresenta angeli su un fondo azzurro ultramarino.

Le reliquie di San Mercuriale sono custodite in una cappella in fondo alla navata destra. Qui viene conservata anche una croce romanica sulle cui due facce sono raffigurate, rispettivamente ,la mano di Dio benedicente e, sull’altra, con grande naturalezza, la stessa mano aperta, circondata dai simboli degli Evangelisti. (La Nuova Bussola quotidiana del 14-11-2015)