altÉ uno strumento di catechesi sul tema della Misericordia la contemplazione del confessionale che Andrea Fantoni, ai primissimi albori del XVIII secolo, realizzò su commissione dell’allora canonico penitenziere del Duomo di Bergamo. Al vertice dell’asse verticale un Padre Eterno invita, a braccia aperte, ad accostarsi al Sacramento della Confessione, la cui potenza salvifica è ben documentata dall’episodio della resurrezione del figlio della vedova di Nain, intagliato sull’antello inferiore. 

Misericordia, Sapienza, Mitezza, Silenzio, sono solo alcune delle statue che lo scultore realizzò per rappresentare allegoricamente le virtù che un confessore deve possedere. Il capolavoro di Fantoni, in legno di noce e di bosso, dal 1899, fu spostato nella basilica di Santa Maria Maggiore,  cappella votiva della città bergamasca, voluta e finanziata dalle libere offerte dei cittadini. Pochi anni erano trascorsi dal voto fatto dalla popolazione locale alla Vergine Maria, affinché li proteggesse da una terribile ondata di peste nel 1133, alla posa della prima pietra della chiesa, avvenuta nel 1137. Dopo un periodo iniziale di fervidi lavori, la costruzione subì dei rallentamenti e si protrasse nei secoli, con ristrutturazioni soprattutto interne, fino ad assumere la conformazione attuale.