altMano a mano che, a partire dal 1430, la costruzione del Santuario di Monte Berico procedeva, contemporaneamente diminuiva, fino a scomparire, la terribile epidemia pestilenziale che affliggeva da anni la città di Vicenza. Lo aveva promesso la Vergine Maria, apparsa a un’umile e anziana contadina garantendo aiuto e protezione ai vicentini se avessero costruito in quel luogo una chiesa a Lei intitolata. Nonostante l’iniziale incredulità, dopo una seconda apparizione, così alla fine fu. Il Santuario, nei secoli, venne ampliato, come pure i locali destinati alla comunità cenobitica dei Servi di Maria, suoi custodi, come segno del reciproco amore tra la Vergine e il popolo vicentino che La elesse come propria patrona.

La prima chiesa, in stile tardo gotico e ad aula unica, venne eretta in soli tre mesi. Quel primitivo edificio fu, successivamente, modificato, dall’architetto Lorenzo da Bologna, che oltre all’abside, e al nuovo coro, costruì la sacrestia. Oggi è un ambiente suddiviso in cinque campate: sopra l’altare della Pietà è conservata l’omonima tela di Bartolomeo Montagna che all’inizio del 1500 riprodusse il corpo esanime del Cristo tra le braccia della Madre, al cospetto dei due dolenti, Giovanni e Maddalena, e di San Pietro, sullo sfondo di un paesaggio roccioso e turrito.