Non solo è bello, ma si riflette sulla natura del Matrimonio. «Quando un uomo e una donna celebrano il sacramento del Matrimonio, Dio, per così dire, si “rispecchia” in essi, imprime in loro i propri lineamenti e il carattere indelebile del suo amore. Il matrimonio è l’icona dell’amore di Dio per noi». Così come Dio nella sua vita trinitaria vive «da sempre e per sempre in unità perfetta», così nel «mistero del Matrimonio» «Dio fa dei due sposi una sola esistenza». La Bibbia, spiega il Pontefice, «usa un’espressione forte e dice “un’unica carne”, tanto intima è l’unione tra l’uomo e la donna nel matrimonio. Ed è proprio questo il mistero del matrimonio: l’amore di Dio che si rispecchia nella coppia che decide di vivere insieme. Per questo l’uomo lascia la sua casa, la casa dei suoi genitori e va a vivere con sua moglie e si unisce tanto fortemente a lei che i due diventano – dice la Bibbia – una sola carne». «Nella vostra unione – ripete il Papa agli sposi – c’è il riflesso della Santissima Trinità».

San Paolo, nella «Lettera agli Efesini», aggiunge un altro aspetto: «negli sposi cristiani si riflette un mistero grande: il rapporto instaurato da Cristo con la Chiesa, un rapporto nuziale». Per san Paolo il matrimonio diventa «una consacrazione: l’uomo e la donna sono consacrati nel loro amore. Gli sposi infatti, in forza del Sacramento, vengono investiti di una vera e propria missione, perché possano rendere visibile, a partire dalle cose semplici, ordinarie, l’amore con cui Cristo ama la sua Chiesa, continuando a donare la vita per lei, nella fedeltà e nel servizio».

Sì: «è davvero un disegno stupendo quello che è insito nel sacramento del Matrimonio!». Ma questo meraviglioso disegno divino si attua «nella fragilità della condizione umana. Sappiamo bene quante difficoltà e prove conosce la vita di due sposi…». Il matrimonio, ha detto il Papa, si difende anzitutto con la preghiera: «quando la famiglia prega, il legame si mantiene. Quando lo sposo prega per la sposa e la sposa prega per lo sposo, quel legame diviene forte; uno prega per l’altro». Tutti nel matrimonio incontrano difficoltà: ma «non dobbiamo diventare tristi per questo, la condizione umana è così. E il segreto è che l’amore è più forte del momento nel quale si litiga e per questo io consiglio agli sposi sempre – ha ripetuto il Papa, con riferimento a suoi precedenti discorsi –: non finire la giornata nella quale avete litigato senza fare la pace. Sempre! E per fare la pace non è necessario chiamare le Nazioni Unite che vengano a casa a fare la pace. E’ sufficiente un piccolo gesto, una carezza, ma ciao! E a domani! E domani si comincia un’altra volta».

«Altre volte io ho detto in questa Piazza – ha ricordato il Papa – una cosa che aiuta tanto la vita matrimoniale. Sono tre parole che si devono dire sempre, tre parole che devono essere nella casa: permesso, grazie, scusa. Le tre parole magiche. Permesso: per non essere invadente nella vita dei coniugi. Permesso, ma cosa ti sembra? Permesso, mi permetto. Grazie: ringraziare il coniuge; grazie per quello che hai fatto per me, grazie di questo. Quella bellezza di rendere grazie! E siccome tutti noi sbagliamo, quell’altra parola che è un po’ difficile a dirla, ma bisogna dirla: scusa». Buona educazione, preghiera, meditazione sul grande mistero del matrimonio come riflesso dell’amore trinitario di Dio e dell’amore di Cristo per la Chiesa. È questo il segreto per resistere alle tante insidie che oggi minacciano il matrimonio cristiano. (pubblicato su La nuova bussola quotidiana del 4-4-2014)