La facciata attuale risale alla metà del Settecento. In mattoncini rossi e decorazioni in marmo, il prospetto principale è diviso da un cornicione trasversale. Nella zona inferiore si aprono tre portali che corrispondono alla navata centrale interna. Nel registro superiore una grande finestra, affiancata dai simulacri dei santi Pietro e Paolo, è sormontata da un classico frontone triangolare. Il campanile duecentesco, che con i suoi 70 metri è, per altezza, la seconda torre della città, di cui da qui si gode un’ottima vista, ingloba l’antica torre campanaria paleocristiana, ancora visibile dall’interno. 

Due leoni stilofori in marmo rosso che appartenevano al protiro medievale, un tempo addossato all’ingresso, fungono da acquasantiere e accolgono il fedele nell’ampio e maestoso spazio sacro, voltato a botte. Su ciascuna delle navate laterali si aprono cinque cappelle. La prima a destra custodisce il gruppo scultoreo plasmato nella terracotta da Alfonso Lombardi tra il 1522 e il 1526, che racconta l’episodio evangelico del Compianto sul Cristo morto. Nella lunetta sopra l’altare della cappella maggiore, il celebre pittore Ludovico Carracci dipinse la scena dell’ Annunciazione a Maria. 

A Bologna l’apertura della Porta santa, in occasione del Giubileo della Misericordia, ha coinciso con la cerimonia d’ insediamento del nuovo vescovo, monsignor Matteo Maria Zuppi, che dal pulpito della Cattedrale ha iniziato il suo apostolato esortando il popolo bolognese a rallegrarsi nel Signore, ad essere sempre lieto in ogni circostanza della vita. (La Nuova Bussola quotidiana del 13-2-2106)