altÉ un Cristo triumphans quello che si espone all’adorazione dei fedeli sopra l’altare maggiore di San Pietro a Bologna. Un Cristo regale, che ha vinto la morte, impassibile nella certezza della Resurrezione, così come lo sono la Vergine e il san Giovanni che lo affiancano. Le tre figure compongono un gruppo plastico particolarmente pregiato, di fattura romanica, realizzato in legno di cedro dipinto tra il 1170 e il 1180.  Dal presbiterio, sopraelevato, le sculture vigilano sullo spazio sacro da quando la chiesa subì un’ultima radicale trasformazione, disposta nel 1575 per ottemperare alle indicazioni post tridentine. Di lì a poco, nel 1582, papa Gregorio XIII avrebbe conferito alla diocesi dignità arcivescovile e alla Cattedrale di Bologna il titolo di Metropolitana. 

La storia del Duomo bolognese affonda le proprie radici negli albori dell’era cristiana. Una prima cattedrale, dedicata ai santi Nabore e Felice, documentata dal IV secolo, venne distrutta da un incendio nel 906, subendo la stessa sorte che toccò, due secoli più tardi, alla rinata costruzione. Un violento terremoto nel XIII secolo apportò ancora danni significativi che resero necessari ulteriori interventi di restauro e cambiamenti proseguiti nel tempo.