Un atrio con tre portali, dei quali quello centrale impreziosito da ornamenti floreali e colonne tornite, consente l’accesso al luogo sacro. A dispetto di quanto ci si potrebbe aspettare, date le premesse esterne, l’interno della chiesa appare spoglio. Suddiviso in tre navate conserva, sorprendentemente, tracce della struttura millenaria pagana: i pilastri della navata maggiore vennero ricavati, infatti, aprendo la cella del tempio di Atena di cui le colonne doriche sono ancora incastonate nella navata laterale destra. Da qui si accede a diverse cappelle che conservano pregevoli manufatti artistici, quali la vasca di marmo, forse di epoca ellenistica, del fonte battesimale, proveniente dalle locali catacombe, e la statua argentea di S. Lucia, patrona della città, opera dello scultore palermitano Pietro Rizzo. L’ambiente più bello è la Cappella del Santissimo Sacramento, dalla pianta ottagonale, al centro della quale trova posto un ciborio in legno dorato firmato da Luigi Vanvitelli. Sul fondo del lato sinistro si apre, infine, una cappella di epoca normanna dove è stata collocata una Madonna della Neve, simulacro che rimase miracolosamente illeso durante il terribile terremoto del 1693.

Il Duomo di Siracusa è annoverato nella lista dei beni dell’umanità stilata dall’Unesco. (pubblicato su La nuova bussola quotidiana)