Le sei eleganti e sinuose fanciulle, distribuite sulle due estremità della volta a botte, sorreggono sul capo un vaso ricolmo di gigli e tengono tra le mani, rispettivamente, le lampade accese e quelle spente. Il tema era legato alla cerimonia, che aveva luogo alla Steccata, durante la quale la Confraternita donava a ragazze vergini non abbienti la dote necessaria alla monacazione o al matrimonio. Del geniale e tormentato maestro, ma risalenti alla sua produzione giovanile, sono anche gli sportelli dell’organo, che raffigurano Santa Cecilia e David. 

La celebrazione mariana venne portata avanti da altri artisti, tra cui Michelangelo Anselmi, che realizzò l’Incoronazione della Vergine, su disegno di Giulio Romano, nel catino absidale, e Bernardino Gatti che affrescò la calotta della cupola con un’Assunzione di chiara ispirazione correggesca. Un’Adorazione dei Pastori, la Pentecoste e l’Adorazione dei Magi completano il programma negli altri nicchioni.

Nel 1718 Papa Clemente XI donò la Steccata al Duca di Parma e Piacenza, Francesco Farnese, che a sua volta la rese sede dell’Ordine Cavalleresco Costantiniano di San Giorgio, discendente dalla milizia che combatté la celeberrima battaglia di Ponte Milvio. Nel 2008 il Santuario parmense è stato elevato a Basilica Minore. (La Nuova Bussola quotidiana 4-6-206)