Intitolato all’Assunta il Duomo, iniziato in forme romaniche nell’XI secolo, venne consacrato nel 1222, arricchendosi di elementi propri dell’architettura cistercense, e più volte restaurato tra il XVI e il XX Secolo. L’imponente e austera facciata, a salienti, è tripartita da tre portali in pietra arenaria, sovrastati da altrettanti rosoni di cui quello centrale, decisamente più grande, è chiuso da una vetrata che rappresenta l’Ascensione. Istoriate, con scene della Via Crucis, sono anche le bifore delle navate laterali interne, mentre semplici monofore illuminano la nave centrale, ricoperta da capriate lignee. Nelle navatella sinistra, accanto a quella del Pilerio, si apre la barocca cappella del SS. Sacramento dove sono tumulate le ossa dei membri calabresi della celebre spedizione garibaldina dei fratelli Bandiera. La zona absidale venne completamente risistemata sul finire dell’Ottocento: qui, l’altare basilicale in marmo bianco accoglie le reliquie delle SS. vergini e martiri Urbicina e Secondina. Due regali mausolei sono custoditi all’interno della chiesa. Enrico VII, figlio di Federico II, al cospetto del quale il Duomo venne consacrato, riposa in un sarcofago di epoca romana su cui è scolpito il mito di Meleagro. Il monumento sepolcrale di Isabella d’Aragona, moglie di Filippo l’Ardito di Francia, morta nel 1271, è, infine, una trifora gotica dove il Re e la Regina si inginocchiano ai lati della Vergine col Bambino.

Il Duomo di Cosenza è stato riconosciuto dall’Unesco come patrimonio testimone di cultura e di pace. (pubblicato su La nuova bussola quotidiana del 28-6-2014)