altL’elegante pronao tetrastilo della Consolata di Torino e le cappelle ellittiche che ne circondano il Santuario sono opera dell’ingegnere torinese Carlo Ceppi, attivo tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Prima di lui illustri architetti erano intervenuti sull’antica chiesa di Sant’Andrea, la cui fondazione si può far risalire addirittura al V secolo. Il piccolo edificio fu successivamente trasformato in abbazia grazie alle cure dei monaci Benedettini, responsabili del suo ampliamento. A testimonianza dello splendore di quell’epoca oggi resta ancora il monumentale quanto austero campanile romanico, leggermente scostato dal corpo principale e scandito da una successione di ordini di archetti pensili, monofore, bifore e trifore.

Guarino Guarini, illustre rappresentante del barocco italiano, fu il primo architetto dell’età moderna a impiegare il proprio ingegno a favore del tempio dedicato al discepolo di Gesù. Il Teatino trasformò radicalmente l’impianto a tre navate di Sant’Andrea in uno spazio ovoidale cui aggiunse un ambiente esagonale che, sostituendo la preesistente cappella della Consolata, venne a costituire il nuovo santuario. Spettò poi al celeberrimo maestro Filippo Juvarra, tra il 1729 e il 1740, a progettare l’altare maggiore che fu collocato in una nicchia aperta sull’esagono guariniano, coronata da cupola sormontata da lanterna. Due angeli di marmo fanno da cornice all’immagine della Vergine verso la quale i torinesi nutrono una profonda venerazione, rendendola ogni anno, a giugno, oggetto di preghiera durante una processione molto partecipata.