Sono tre gli ostacoli che, dice il Papa, Zaccheo dovette superare per incontrare Gesù: era basso di statura; provava una «vergogna paralizzante»; e dovette affrontare una «folla mormorante».

ERA BASSO DI STATURA, MA DIO E’ COME UN ULTRAS

«Anche oggi possiamo correre il rischio di stare a distanza da Gesù perché non ci sentiamo all’altezza, perché abbiamo una bassa considerazione di noi stessi». Invece, no, ha ricordato il Papa ai giovani. No perchè «la fede ci dice che noi siamo «figli di Dio, e lo siamo realmente» (1 Gv3,1): siamo stati creati a sua immagine; Gesù ha fatto sua la nostra umanità e il suo cuore non si staccherà mai da noi; lo Spirito Santo desidera abitare in noi; siamo chiamati alla gioia eterna con Dio! Questa è la nostra “statura”, questa è la nostra identità spirituale: siamo i figli amati di Dio, sempre».  

Per Gesù «nessuno è inferiore e distante nessuno insignificante, ma tutti siamo prediletti e importanti: tu sei importante! (…) Dio “fa sempre il tifo” per noi come il più irriducibile dei tifosi».

NON SI PUO’ RISPONDERE A GESU’ CON UN SMS

La “vergogna paralizzante” è il secondo ostacolo a cui è andato incontro Zaccheo. «Avrete sperimentato, ha detto Francesco ai giovani, che cosa succede quando una persona diventa tanto attraente da innamorarsene: allora può capitare di fare volentieri cose che non si sarebbero mai fatte. Qualcosa di simile accadde nel cuore di Zaccheo, quando sentì che Gesù era talmente importante che avrebbe fatto qualunque cosa per Lui. Ha rischiato, si è messo in gioco. Davanti a Gesù non si può rimanere seduti in attesa con le braccia conserte; a Lui, che ci dona la vita, non si può rispondere con un pensiero o con un semplice “messaggino”!».

Occorre dargli tutto una volta incontrato, senza tenersi nulla. Senza paura  di «portargli tutto, specialmente le debolezze, le fatiche e i peccati nella Confessione». 

«Non lasciatevi anestetizzare l’anima, ma puntate al traguardo dell’amore bello, che richiede anche la rinuncia, e un “no” forte al doping del successo ad ogni costo e alla droga del pensare solo a sé e ai propri comodi».

PIU’ FORTI DEL MALE AMANDO TUTTI

Il terzo ostacolo, la “folla mormorante”, quella che prima lo ha bloccato e poi lo ha criticato: Gesù non doveva entrare in casa sua, in casa di un peccatore! Quanto è difficile accogliere davvero Gesù, quanto è duro accettare un «Dio, ricco di misericordia» (Ef 2,4). Potranno ostacolarvi, cercando di farvi credere che Dio è distante, rigido e poco sensibile, buono con i buoni e cattivo con i cattivi. Invece il nostro Padre «fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni» (Mt 5,45) e ci invita al coraggio vero: essere più forti del male amando tutti, persino i nemici. Potranno ridere di voi, perché credete nella forza mite e umile della misericordia. Non abbiate timore, ma pensate alle parole di questi giorni: «Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia» (Mt5,7). 

IL RICORDO DI DIO NON E’ UN DISCO RIGIDO

«Installate bene la connessione più stabile, quella di un cuore che vede e trasmette il bene senza stancarsi», ha ricordato infine Francesco al termine della sua omelia. Ricordando alle ragazze e ai ragazzi della GMG di Cracovia che la GMG «comincia oggi e continua domani», come a dire che occorre che l’incontro con Gesù  impasti la quotidianità. Tutto ciò che ci attraversa nella ferialità deve diventare preghiera.

«Quanto gli piace che nella preghiera tutto questo sia portato a Lui! Quanto spera che tra tutti i contatti e le chat di ogni giorno ci sia al primo posto il filo d’oro della preghiera! Quanto desidera che la sua Parola parli ad ogni tua giornata, che il suo Vangelo diventi tuo, e che sia il tuo “navigatore” sulle strade della vita! (…) Il nome di Zaccheo evocava, nella lingua del tempo, il ricordo di Dio. Fidatevi del ricordo di Dio: la sua memoria non è un “disco rigido” che registra e archivia tutti i nostri dati, la sua memoria è un cuore tenero di compassione, che gioisce nel cancellare definitivamente ogni nostra traccia di male». Appuntamento a Panama 2019 per la prossima GMG: e l’incontro si rinnova. Di generazione in generazione. (La Nuova Bussola quotidiana dell1-8-2016)