Si è pensato dunque di offrire ai pellegrini che a Gerusalemme ripercorrono la Via Dolorosa, ossia il cammino di Gesù fino al luogo della sua crocifissione, due diversi spazi: il primo di essi è nel convento della Flagellazione, non lontano dal punto di partenza delle “Via Crucis” cui prende parte  complessivamente circa un milione di pellegrini all’anno. E’ questa la sezione che viene inaugurata giovedì 17 marzo prossimo. Si tratta di ciò che tecnicamente si chiama un “ambiente immersivo multimediale”: un insieme di immagini e di suoni che, nell’arco di 15 minuti, conduce il visitatore alla scoperta di Gerusalemme come era all’epoca della  Passione di Gesù e poi lo accompagna attraverso i secoli a ritrovare immagini, preghiere e canti dei pellegrini di tutti i tempi fino ad oggi. Presso lo stesso convento della Flagellazione verrà poi riallestito un museo archeologico ove saranno esposti oggetti frutto degli scavi e degli studi dei  frati archeologi della Custodia.

Presso il convento di San Salvatore, dunque molto più avanti lungo l’itinerario che si conclude alla Basilica del Santo Sepolcro, avrà invece sede un museo in cui i visitatori potranno specificamente farsi un’idea della plurisecolare presenza dei francescani in Terra Santa. Questo museo verrà allestito attingendo alle collezioni di arte sacra, di oreficeria, di libri miniati, di paramenti di cui la Custodia dispone. Tra l’altro diventeranno così visibili al pubblico antichi calici, pissidi e altre suppellettili d’oro e d’argento per uso liturgico, dono dei re di Francia alla Custodia, che sono gli unici oggetti del genere giunti sino a noi. Negli anni della Rivoluzione infatti tutti gli oggetti simili del medesimo valore vennero in Francia razziati e poi fusi da coloro che se ne erano impadroniti.

Nel suo complesso si è previsto che l’iniziativa costerà tre milioni e 300 mila euro fra lavori di ristrutturazione, allestimenti e arredi. La maggior parte della spesa riguarda i due musei (1.415.000 euro per il museo archeologico e 1.720.000 per il museo della Custodia presso il convento di San Salvatore). Definendo giustamente l’opera uno “strumento universale per la divulgazione della cultura cristiana”, il Custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa, ha lanciato una colletta internazionale per la raccolta dei fondi necessari. Fra l’altro in caso di contributi al di sopra di un certo valore viene offerta l’intitolazione di sezioni o di sale dei due musei al nome dei donatori, siano essi persone fisiche oppure anche persone giuridiche e istituzioni. (La Nuova Bussola quotidiana del 13-3-2016)