altIl santuario di Santa Maria Regina di Anglona, in provincia di Matera, è tutto quello che resta dell’antico borgo lucano divenuto sede vescovile di rito latino, prima dell’odierna diocesi di Tursi, per volontà di San Pietro o di San Marco.  Nel 1369 un violento incendio distrusse definitivamente la città, risparmiando solo il santuario che Papa Giovanni Paolo II, nel 1999, elevò a dignità di Basilica Minore, in memoria del sinodo dei vescovi. Una piccola chiesetta esisteva in loco fin dal VII secolo: il tempio attuale è frutto del rifacimento che di quell’originario edificio venne fatto tra l’XI e il XII secolo. 

Tracce della struttura romanica, sono, infatti, ancora evidenti. Materiale lapideo e cotto disegnano cromatiche decorazioni di archetti pensili e lesene sull’abside circolare esterna. Un campanile a base quadrata, poco slanciato, aperto in alto da bifore, sorge sul lato sinistro della facciata, a terminazione piatta, cui è addossato un nartece quadrangolare. Il fornice, ad arcata a tutto tondo, è rivestito da formelle in tufo calcareo con i bassorilievi dell’Agnello portacroce e dei simboli degli Evangelisti.