Le due proposte di Papa Francesco per questa Giornata per la Pace in Siria: preghiera e digiuno. La preghiera è indispensabile anche per evitare una guerra. I “laici” non ci credono, ma noi ci crediamo. Papa Francesco ha detto: “Con tutta la mia forza, chiedo alle parti in conflitto di ascoltare la voce della propria coscienza, di non chiudersi nei propri interessi, ma di guardare all’altro come ad un fratello e di intraprendere con coraggio e con decisione la via dell’incontro e del negoziato, superando la cieca contrapposizione”. Ecco: “ascoltare la voce della propria coscienza”, perché le guerre nascono nella testa di chi le dichiara e la testa, il cuore, la coscienza di tutti è il primo campo di battaglia in cui Dio, lo Spirito Santo si fa sentire, lasciando però libero l’uomo di decidere. Papa Francesco grida “con tutta la mia forza”.

 

A questa sua forza si aggiunge quella della nostra preghiera. Se non è solo un pensierino, ma un sacrificio del nostro tempo per parlare seriamente con Dio e chiedergli il dono della pace. Ad esempio, recitare il Santo Rosario, ricevere Gesù nell’Eucarestia, far celebrare una o più Sante Messe, un’ora di adorazione per questo scopo. Come individui noi contiamo poco o nulla, come oranti che danno a Dio il tempo della preghiera, contiamo molto di più. Gesù ha detto: “Qualunque cosa chiediate al Padre mio nel mio nome, egli ve la concederà” (Giov. 14, 13-14).

Il digiuno. E’ una forma di partecipazione, una forza importante per il nostro benessere spirituale e per chiedere a Dio la pace in Siria, nel mondo. Anche il digiuno non è una passeggiata, deve costarci sacrificio: significa saltare un pasto o non mangiare per tutto il giorno (questo ci rende più forti, non più deboli!); oppure rinunziare alla televisione per un giorno intero; c’è anche il “digiuno della lingua”, rinunziare a chiacchiere inutili, al gossip quotidiano, ecc. Insomma, qualcosa che morda nella nostra carne viva, per renderci partecipi, non solo emotivamente, ma fisicamente, alle sofferenze del popolo siriano. Noi credenti sappiamo che Gesù è morto in Croce per salvarci. Noi accettiamo una piccola Croce di rinunzia per dare una mano ai nostri fratelli e sorelle siriani.

(Articolo tratto dal blog “ARMAGHEDDO. L’attualità vista da padre Piero Gheddo, missionario-giornalista”. L’indirizzo del sito ufficiale di padre Gheddo è http://www.gheddopiero.it/)