altLa memoria è la sorgente dell’identità di una persona e di un popolo, l’unica cosa che, a detta di Foscolo, non può essere strappata all’Italia (così ne I sepolcri del 1807). In effetti, ogni persona e ciascun popolo è responsabile della perdita della memoria. La memoria ha a che fare con una storia. Si ha memoria se si ha una storia da raccontare. Conoscere il passato è un atto morale, nel senso che la stessa ignoranza è colpevole, come afferma Traudl Junge che diviene segretaria di Hitler a ventidue anni nel 1942. Finita la guerra, scopre che una sua coetanea, Sophie Scholl, ha dato la vita per diffondere la verità dello sterminio, mentre lei è rimasta ignara di tutto. Allora scrive: «Il fatto che fossimo giovani non ci giustifica dal non aver saputo». Allora vorrei fare qualche riflessione perché la celebrazione della giornata della memoria non avvenga in maniera retorica e falsa.

Ritorniamo a studiare la nostra storia e a far memoria del passato non solo un  giorno all’anno. Auspico il ritorno al sistema scolastico in vigore fino a un po’ di anni fa per cui l’intera storia veniva affrontata nel ciclo della scuola primaria, poi nella scuola secondaria di primo grado e poi in quella di secondo grado, per tre volte, secondo livelli di comprensione differenti. La verità (oppure la ricerca della verità storica) si incontrava, e la si approfondiva nel tempo. I bambini si aprivano, così, alla categoria della storia che oggi hanno in gran parte perso. Arrivano a conoscere il Novecento solo a 13 anni. Chi insegna nelle scuole superiori sa quale disastro culturale abbia provocato questo cambiamento nello studio di questa disciplina. I ragazzi sembrano in gran parte non aver aperto la categoria temporale/storica, un secolo equivale ad un altro, sembra per molti esistere solo il presente, non sono capaci talvolta di collocare le guerre mondiali nel secolo giusto (sembra una battuta, ma è la tremenda realtà di studenti di 14 anni). Ebbene, una rapida verifica consente di attestare che questa riforma dello studio della Storia è stata negativa e nefasta anche per le altre discipline. La Storia è, infatti, l’impalcatura che permette la comprensione e lo studio dell’Arte, della Letteratura, della Filosofia, …