Oggi si legge sempre meno. Inutile è fornire le statistiche che collocano l’Italia tra i Paesi europei dove si legge meno. Spesso, nello sconforto che si diffonde dai dati pubblicati sulla lettura o sul disastro dell’editoria si afferma la convinzione che l’importante sia leggere, non importa cosa. La scuola non è immune a questa tendenza, anzi talvolta è la più vivace promotrice dell’imperativo categorico: «Leggete, leggete! Non importa cosa. L’importante è leggere!». Lunghe liste di libri, eterogenei per qualità e pregio letterario, tra cui scegliere in modo da esercitare la propria libertà. Sembra che l’importante sia che il ragazzo impari ad esercitare la propria libertà completamente svincolata dai valori, morali o artistici.  Una libertà eslege, senza verità e senza valori.  Tanti sono i motti che da più parti si sentono per scacciare l’analfabetismo dei ragazzi o degli adulti.

Da parte mia, io sono fermamente convinto che non sia importante leggere libri, vedere film, frequentare persone, ma che l’importante sia cosa si legga, che film si vedano, che persone si frequentino. Sono convinto che l’esercizio della vera libertà vada educato. Esiste un’educazione alla libertà. L’educazione alla lettura a scuola passa attraverso un accompagnamento dell’insegnante a leggere, a valorizzare ed apprezzare il pregio letterario e artistico, a distinguere ciò che vale da ciò che non vale. Il Libro del mese assegnato come lettura e Il Caffè letterario in cui si discute in classe del libro assegnato e introdotto il mese precedente dall’insegnante sono una modalità per imparare ad apprezzare i libri, classici e non, anche quei testi che probabilmente la maggior parte dei ragazzi non leggerebbero, perché magari non sono mai stati accompagnati ad apprezzare e valorizzare la bellezza, ma sono stati spesso abituati a non far fatica, a pensare che l’impressione immediata e impulsiva sia un giudizio di valore.

Lo stesso verbo latino legere significa raccogliere, scegliere, eleggere. Il verbo ha in sé il valore di selezionare, amare, prendere qualcosa in mezzo ad altro. La lettura inizia, quindi, nella scelta che avviene tra i banchi di scuola o nelle librerie.