A poco a poco, è una scoperta che matura anche nel cuore dei bambini. «Voi, bambini e bambineha detto il Pontefice –, siete proprio questo: ognuno di voi è frutto unico dell’amore, venite dall’amore e crescete nell’amore. Siete unici, ma non soli!». Ai bambini Francesco ha ripetuto che crescere in una famiglia numerosa è un dono di Dio: «il fatto di avere fratelli e sorelle vi fa bene: i figli e le figlie di una famiglia numerosa sono più capaci di comunione fraterna fin dalla prima infanzia. In un mondo segnato spesso dall’egoismo, la famiglia numerosa è una scuola di solidarietà e di condivisione; e questi atteggiamenti vanno poi a beneficio di tutta la società».

I bambini sono frutti buoni «quando l’albero ha buone radici – che sono i nonni – e un buon tronco – che sono i genitori». «La grande famiglia umana è come una foresta», dove Gesù ci ha ammonito che esistono anche alberi cattivi, che danno frutti cattivi. Spesso questo avviene perché si rinuncia alla presenza dei nonni, «presenza preziosa sia per l’aiuto pratico, sia soprattutto per l’apporto educativo». I nonni, ha detto il Papa, «custodiscono in sé i valori di un popolo, di una famiglia, e aiutano i genitori a trasmetterli ai figli». «Nel secolo scorso, in tanti Paesi dell’Europa – ha ricordato Francesco alludendo ai regimi comunisti –, sono stati i nonni a trasmettere la fede: loro portavano di nascosto il bambino a ricevere il Battesimo e trasmettevano la fede». 

La vita va custodita «dal concepimento alla fine naturale», con tutte le sue gioie e i suoi pesi, «che purtroppo – ha notato il Papa – le pubbliche istituzioni non sempre vi aiutano a portare. Giustamente voi ricordate che la Costituzione Italiana, all’articolo 31, chiede un particolare riguardo per le famiglie numerose; ma questo non trova adeguato riscontro nei fatti. Resta nelle parole». «Da tempo», ha ricordato Papa Francesco, l’Italia ha un grave problema di «bassa natalità». Affrontarlo seriamente richiederebbe «una maggiore attenzione della politica e degli amministratori pubblici, ad ogni livello, al fine di dare il sostegno previsto a queste famiglie [numerose]. Ogni famiglia è cellula della società, ma la famiglia numerosa è una cellula più ricca, più vitale, e lo Stato ha tutto l’interesse a investire su di essa!».

Le famiglie non possono semplicemente stare ferme e aspettare che si muova lo Stato. «Ben venga – ha detto il Papa – una rete di associazioni familiari capace di essere presente e visibile nella società e nella politica». E ha citato l’esortazione apostolica «Familiaris consortio» di san Giovanni Paolo II, dove si legge: «Le famiglie devono crescere nella coscienza di essere protagoniste della cosiddetta politica familiare e devono assumersi la responsabilità di trasformare la società: diversamente le famiglie saranno le vittime di quei mali che si sono limitate ad osservare con indifferenza». Con un cenno ai Forum delle associazioni familiari, Francesco ha affermato che «l’impegno che le associazioni familiari svolgono nei diversi “Forum”, nazionali e locali, è proprio quello di promuovere nella società e nelle leggi dello Stato i valori e le necessità della famiglia». Ma «ben vengano anche i movimenti ecclesiali, nei quali voi membri delle famiglie numerose siete particolarmente presenti e attivi. Sempre ringrazio il Signore nel vedere papà e mamme di famiglie numerose, insieme ai loro figli, impegnati nella vita della Chiesa e della società». 

Ma – il Pontefice lo ricorda spesso – l’impegno delle famiglie non deve mai essere disgiunto dalla preghiera, che oggi è preghiera di tutti anche «per le famiglie più provate dalla crisi economica, quelle dove il papà o la mamma hanno perso il lavoro, – e questo è duro – dove i giovani non riescono a trovarlo; le famiglie provate negli affetti più cari e quelle tentate di arrendersi alla solitudine e alla divisione». E il Papa chiede alle famiglie: «Per favore, continuate a pregare per me, che io sono un po’ il nonno di tutti voi. Pregate per me!». (La nuova bussola quotidiana)