Il Duomo di PalermoProbabilmente è solo la cripta ciò che resta oggi del grande tempio consacrato dal vescovo di Palermo nel 604 alla Vergine, nel luogo dove, nei secoli precedenti, molti cristiani avevano subito il martirio. E non bastò la conquista saracena né la trasformazione della cattedrale in moschea a scoraggiare i fedeli palermitani che, nel XII secolo, diedero inizio alla costruzione di una chiesa nuova, più spaziosa, ancora una volta posta sotto la protezione materna di Maria Assunta.

Il simulacro di Santa Rosalia, patrona della città, dal centro della piazza antistante accoglie fedeli e visitatori. Da qui il Duomo appare in tutta la sua maestosità, conferitagli dai numerosi interventi succedutisi nel corso degli anni e, principalmente, dal restauro intrapreso dall’architetto fiorentino Ferdinando Fuga nel 1781, che si concluse nel 1801. A questo periodo risale l’erezione della cupola neoclassica, nel punto di intersezione dei due bracci della croce basilicale.

L’imponente aspetto esteriore è, dunque, il frutto del continuo sovrapporsi di stili, espressione delle diverse sensibilità religiose delle molteplici popolazioni susseguitesi sul suolo siciliano.